I Pesci: Scheda e curiosità Indietro

L’orata di taglia è pesce che una volta a “pagliolo” dà grande soddisfazione e senso di appagamento! Forse più del dentice, anche perché, per quanto mi riguarda, la cattura di un orata di  peso superiore ai 3 kg non è storia di tutti i giorni.Questo stupendo pesce, sicuramente il più pregiato della numerosa e blasonata famiglia Sparidae (sparidi) classificato da Linneo come Sparus Aurata ha un corpo ovaliforme compresso lateralmente, la testa ha un profilo “arcigno ”, regolarmente incurvato e muso ottuso.

Osservandola, si ha subito l’impressione di trovarsi di fronte ad un pesce speciale, inconfondibile, dall’ aspetto severo, forte e compatto dai colori elegantemente accostati, sì…, è lei la contessa  del mare. La colorazione è azzurrognola-argentea, con riflessi dorati dorsalmente e con linee argentate sui fianchi, ha una caratteristica fascia dorata e una nera interposte tra gli occhi, una macchia nera e una rossa sul margine superiore dell’opercolo. La bocca con labbra spesse è dotata di una forte dentatura, un  vero e proprio robusto utensile, con il quale il pesce frantuma i gusci dei molluschi e di grossi granchi dei quali è molto ghiotta. Ogni mascella è dotata dai 4 ai 6 denti conici (canini) che servono al pesce per strappare i molluschi dagli scogli e da una serie di molariformi ben sviluppati,  con i quali stritola il cibo compreso il carapace di alcuni robusti crostacei.

Una volta ho provato il morso di un Dentice sui tre chili in un pollice della mano sinistra…un canino ha sfondato guanto e ditone provocandomi una dolorosa ferita… non oso pensare alle conseguenze di un morso ben assestato da parte di una grossa orata infuriata… L’orata è specie comune in mediterraneo. In Italia il luogo dove sicuramente è più diffusa è la Sardegna; in Atlantico la si trova dal   Senegal all’Inghilterra. Questo pesce può raggiungere  e superare i 70 cm di lunghezza ed i 7/8 kg di peso. Gli Inglesi la chiamano gilt head sea-bream, i Francesi daurade e chrysopsaros i Greci. La “contessa” si nutre con una certa raffinatezza, spaziando tra molluschi e crostacei; tartufi, cannolicchi, vongole, ricci, granchi, gamberi, anellidi, attinie ma soprattutto cozze, cozze e cozze, questo pesce va pazzo per le cozze risultando un  vero flagello assieme ai cormorani (phalacrocorax carbo) per i coltivatori di mitili. L’orata nel suo vagabondare alimentare lascia dietro di sé una serie di gusci e di ricci “squarciati” che l’occhio attento del sub non avrà difficoltà ad individuare. Questo aspetto non è da sottovalutare, i “rifiuti” alimentari infatti sono veri e propri indizi che  testimoniano la presenza  di questo pesce in una determinata  zona;

essendo un  pesce “abitudinario” lo si può ritrovare nelle solite zone e addirittura alle solite ore del giorno. L’orata come la spigola è una specie eurialina, che resiste quindi a forti variazioni di salinità, la troviamo spesso in lagune salmastre ed alla foce dei fiumi specialmente all’inizio della primavera. L’orata è un pesce che ama vivere sotto costa preferibilmente con fondali rocciosi, in mezzo a pianori vicino alla poseidonia, ma la possiamo trovare anche sulle secche a largo imbrancata con i dentici (una piccola curiosità: qualche anno fa un trainista locale, sulla secca di Capovita , situata  a Nord dell’Isola d’Elba è riuscito ha catturare un orata di circa 5kg trainando alle ricciole con il totano vivo…quando a volte si dice l’importanza del fattore BDC!!) ; non disdegna comunque di pascolare su fondali sabbiosi , specialmente alla scaduta di mare alla ricerca del cibo che la forza del moto ondoso strappa alla sabbia. Questo sparide ha una vita sessuale stravagante e movimentata; allo stadio giovanile è ermafrodita con un apparato sessuale attivo maschile, nel futuro diventerà femmina e quindi madre, mantenendo comunque l’organo maschile. La femmina matura può deporre dalle 50.000 alle 500.000 uova pelagiche (lasciate alla deriva nello strato d’acqua superficiale)del diametro di circa 1 mm.

Il periodo di riproduzione di questo sparide coincide con la fine dell’autunno (ottobre/dicembre). Con le prime mareggiate le orate adulte si riuniscono in branchi, nella solita zona, formando veri e propri banchi di pesci di tutte le taglie. Personalmente, conosco un posto dove generalmente in Novembre si radunano le orate, ma non ho mai assistito ad una concentrazione di migliaia di pesci, cosa che in passato mi dicono avvenisse con puntualità in questo luogo. Alcuni amici hanno avuto la fortuna di assistere al montone delle orate come ci racconterà Luigi Paoletti. L’orata è un pesce che si riesce ad allevare con

estrema facilità; in Italia si producono annualmente negli impianti di acquacoltura più di 2.500 tonnellate di orate,  sin dalla antichità i Romani, conquistati dalla bontà delle sue carni, iniziarono ad allevarlo assieme ai”lupus”(spigole)all’interno delle “piscinae” e dei laghetti, come faceva il noto Apollinaris nella sua villa di Formia. Ai giorni nostri, nell’ epoca della manipolazione genetica, troviamo curiosi ibridi generati in laboratorio. Dall’incrocio con l’orata ed il dentice nasce l’orantice; un maggior tasso di sopravvivenza,
miglior resistenza fisica alle manipolazioni e una velocità di accrescimento doppia (nel tempo in cui un orata arriva a 500g, 24/30, mesi l’orantice arriva ad 1 kg) caratterizzano questi soggetti realizzati in provetta. Le aziende che operano in maricoltura sostengono che il futuro della produzione sarà sempre di più orientato verso gli ibridi che esaltano le caratteristiche migliori della specie originarie annullandone i lati indesiderabili. A questo punto una domanda nasce spontanea… l’orantice verrà all’aspetto? Dovremo cercare di scoprirlo per il futuro… quando ormai ghettizzati , cacceremo orantici in qualche “resort” artificiale!!!


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