| Il Montone delle Orate |
Non è stato facile “strappare” questo racconto e queste foto a Luigi Paoletti che ha dedicato una vita alla subacquea, tenendo a battesimo centinaia di sub, predicando l’amore per il mare e la cura ed il rispetto per l’ambiente. Luigi adesso è un ambientalista convinto, protagonista di numerose battaglie a favore della natura, che però al contrario di tanti altri non rinnega le “origini” e non è un cacciatore pentito; è solamente un sub innamorato del mare, che come dice lui ha avuto la fortuna di vivere la pesca subacquea in un'altra epoca, quando il mare era mare!!!
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Luigi Paoletti con un incredibile carniere di cernie, preda principe di quei tempi. |
Il Montone delle Orate
| Nei primi anni settanta Cavo era un tranquillo e grazioso borgo marinaro incastonato nella verde macchia mediterranea, bagnato da un mare cristallino all’epoca ricchissimo di pesce. L’abitato era composto da alcuni vecchi edifici e da ville immerse nel verde utilizzate dai proprietari per il soggiorno estivo, un pittoresco porticciolo proteggeva i gozzi multicolori dei pescatori locali dai venti del II e III quadrante. Da un paio di stagioni, avevo inaugurato a Cavo il Cristallo, l’albergo di mia proprietà che gestisco assieme a mia moglie e dopo una faticosa stagione mi godevo il meritato riposo autunnale alternando le uscite in mare con le camminate nel bosco assieme alla consorte alla ricerca di funghi porcini. Quel giorno, era il quattro di | ![]() |
| Novembre del 1975, partimmo in tre per goderci una mattinata di mare malgrado il tempo non fosse dei migliori e il forte vento di scirocco dei giorni precedenti avesse “rivoltato” le acque…salpammo a bordo dell’Indy, una vecchia imbarcazione in legno di circa dieci metri, mossa da un lento entrobordo diesel da 100cv di proprietà del Dott. Sensini, appassionato sub e assieme all’Ing.Casati sub bergamasco, membro della spedizione; meta i fondali della Secca del Frate e l’Isolotto di Palmaiola . A bordo dell’Indy, che per noi all’epoca rappresentava il Rex felliniano, ci sentivamo liberi ed “invincibili”. Arrivati a ridosso dello scoglio del Frate ci accolse un fiume di corrente, talmente forte da rendere difficoltoso l’ancoraggio dell’imbarcazione, ma noi imperturbabili decidemmo di non modificare i nostri programmi stimolati da un sole incerto che stava uscendo dalle nubi color cenere. Sensini e Casati pronti con le bombole per far foto sotto il Frate ed io in apnea per una pescatina di un paio d’ore alla ricerca di un pesce per cena. Avanzai verso la Botte (scoglio a sud/est dell’isolotto di Palmaiola) lungo costa, tirandomi con le mani per la forte corrente, il mare dei giorni precedenti aveva intorbidito l’acqua e la visibilità non era delle migliori. Mentre lottavo controcorrente lo sconforto affiorava dentro di me, per la vista di un fondale deserto, spazzato da una tremenda corrente di scirocco. Doppiato con fatica lo scoglio della Botte la corrente si rabbonì dandomi un po’ di tregua, nascosto nell’immediato sotto costa mi godevo i raggi del timido sole che facevano risaltare l’acciottolato liscio del fondo; mentre mi concentravo per cogliere qualche movimento di pesce un orata mi apparve dal nulla, poi un'altra… Restai immobile, sforzando la vista nell’intento di “analizzare” con cura il fondale….impressionante….c’era un branco enorme di pesci che si faceva cullare dalla leggera corrente sul fondo….un muro di orate di tutte le taglie si “allungava” fin dove mi era possibile vedere..ero protagonista di un esperienza non comune ..stavo assistendo ad uno spettacolo irripetibile il “montone delle orate”! | |
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Rimasi ad osservarle per un tempo indefinito ..vittima di un incantesimo…era veramente una scena straordinaria che non avrei mai voluto smettere di guardare...ma l’istinto venatorio, allora troppo forte, prevalse su quello naturalistico… presi fiato e planai in mezzo alle orate che rimasero immobili alla mia discesa, ne scelsi una sui tre chili e sparai…accadde
così per altre tre volte…Poi la voglia di comunicare questa forte emozione agli amici e renderli partecipi di questo straordinario momento, prese il sopravvento e nuotando a perdifiato con circa dieci chili di pesce in cintura raggiunsi l’Indy. Li trovai in barca già spogliati e pronti per l’aperitivo e nonostante gesticolassi e mi affannassi nella descrizione mi convinsero a rinviare, giacché le mogli ci aspettavano per andare a funghi… La notte non presi sonno la “cornucopia” di orate, mi invadeva la mente… La mattina seguente all’alba eravamo già là, io e mio cognato Nanni, sfegatato pescatore subacqueo, il “banco” di orate con l’acqua limpida sembrava ancora più grande e più fitto del giorno precedente…ricordo ancora la faccia di mio cognato e le prime reazioni inebetite dall’emozione: “Luigi, Luigi vieni, svelto,vieni a vedere c’è anche uno spigolone qui in mezzo alle orate !!Vieni a vedere…” Tiragli!!” gli |
| urlai “che poi vengo!!!” In poco tempo riempimmo metà del nostro Dory 13’di orate. Nelle stagioni a venire il montone si verificò con puntualità e noi che avevamo iniziato a studiare il fenomeno facemmo ottimi carnieri, auto limitandoci comunque al fabbisogno alimentare della comitiva di amici. In seguito presi dal rimorso decidemmo di farla finita e di interrompere per sempre la carneficina stagionale. Col tempo la notizia delle orate raggiunse le orecchie di alcuni pescatori professionisti, che con i ciancioli in una sola notte……e il Montone delle Orate di Palmaiola così come era iniziato finì! | |