Due in un Colpo Solo Indietro

di Alessandro Morganti

Sono passate da pochi minuti le 14. Decido di fare un tuffo vicino al frangiflutti davanti a casa mia. Mio fratello che di solito mi segue in tutte le battute di pesca resta a terra per riparare la nostra barca. Il mare è piatto e la temperatura dell'aria è accettabile. Mi immergo da una spiaggia che in estate raccoglie numerosi turisti. L'acqua è cristallina, inizio a praticare la tecnica dell'aspetto, ideale in certe condizioni. Noto subito che c'è movimento di pesce, nella maggior parte muggini. L'acqua vicino alla scogliera è però troppo bassa e non mi permette di restare sul fondo in posizione di tiro.
Mi dirigo allora verso il largo cercando sulla sabbia un sasso dietro il quale nascondermi. Dopo qualche minuto raggiungo un appostamento di cui mi servo spesso. Si tratta dello scafo di una piccola barca affondata da tempo che la sabbia ha parzialmente sepolto. Cerco di ossigenarmi mantenendo la concentrazione che è essenziale per l'apnea; quindi mi immergo. A mente fredda la prima sensazione avvicinandomi al relitto è quella di entrare a far parte per pochi secondi di un mondo che non è il mio. Un attimo di vuoto, che svanisce non appena la mia mano afferra il saldo appiglio del bordo dello scafo. Percepisco, appiattendomi sulla sabbia, l'arrivo di colei che sto aspettando. Comincio allora a contare i secondi, in genere quaranta sono sufficienti. Batto il calcio del fucile per rendere ancora più concreta la mia presenza. All'improvviso qualcosa è cambiato tra la linea di sabbia bianca e il blu intenso della massa d'acqua che la sovrasta, un qualcosa che piano piano prende forma e si avvicina con movimenti eleganti. Il tempo è come se si fosse fermato.
L'emozione cresce. Ti accorgi che ormai hai di fronte ciò che aspettavi con tanta ansia. Ci siamo sta puntando dritto verso di me, si avvicina fino a girarsi mostrandomi il fianco color argento. Premo il grilletto, l'asta parte puntando dritta verso il bersaglio che, in una frazione di secondo, viene passato parte a parte finendo nella sagola. Dietro di lei, la grande spigola, ce ne sono altre due; riesco a colpirne un'altra, con lo stesso tiro. Tento di afferrare la più grossa nella parte superiore della testa, cercando di non fare niente che possa permettere la fuga del pesce. Tutto si risolve nel giro di due o tre minuti. A pensarci bene un tempo limitato, ma vi assicuro molto intenso e carico di sensazioni indescrivibili. Grazie alla passione e alla voglia di fare sempre meglio riesco a superare i grossi sacrifici che questo sport richiede ripagandoti ogni tanto con momenti che ricorderai per tutta la vita.
Come questo in cui ho messo a pagliolo due spigole: una di sette e una di due chili.

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