| La Battuta alla Spigola |
In questo spazio cercherò di descrivere brevemente come si sviluppa una battuta alla spigola.
| Con una certa tranquillità mi sento di affermare che è possibile organizzare una battuta di pesca finalizzata alla cattura della spigola. Per aumentare le probabilità di successo è buona regola pianificare in precedenza l’itinerario da percorrere, dovremo quindi stabilire i punti topici dove effettueremo le soste esplorative. | |
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I punti, scelti in funzione dei dati storici raccolti durante precedenti esperienze, verranno raggiunti a bordo della nostra imbarcazione o altro mezzo di locomozione (auto, motorini, biciclette ecc.). Generalmente questi hot - spot (dal toscano hotte-spotte..), saranno corrispondenti a : punte, scoglietti affioranti, secchette, zone con presenza di acqua dolce, dighe frangiflutti ecc.. Compatibilmente con il tempo che avremo a disposizione, sceglieremo l’orario della battuta in funzione dei fenomeni di marea; la fase ascendente e gli orari prossimi al culmine saranno sicuramente i migliori. Nelle giornate di luce l’itinerario andrà impostato cercando di avere il sole alle spalle e pescando a favore di corrente, |
| andando incontro al pesce che tendenzialmente si muoverà controcorrente. Raggiunto il punto prestabilito scivoleremo in acqua nel massimo silenzio, evitando di produrre rumori durante la fase di ancoraggio dell’imbarcazione (controllate sempre la “tenuta” dell’ancora).Spostati di una trentina di metri dal punto che riterremo più interessante, inizieremo l’esplorazione, strisciando nell’immediato sottocosta praticando la tecnica dell’agguato in superficie, sempre che il mare sia calmo e l’acqua limpida. | |
| Con mare mosso e acqua torbida pescheremo con una tecnica mista, l’agguato in basso fondo e l’aspetto. Se non avvistiamo pesce faremo alcuni tuffi muovendoci a ZIG-ZAG per individuare la zona dove in quel momento ( se il buon Dio vorrà) nuoteranno le spigole; in questi casi, durante le immersioni esplorative quando eseguiremo gli aspetti sul fondo, potremo adottare anche qualche “richiamo” sonoro. Le soste esplorative avranno una durata di 15/30 min., perché i nostri hot-spot generalmente avranno un’area ridotta. Effettuata la perlustrazione e magari una cattura, saliremo in barca e partiremo velocemente alla volta del | ![]() |
| successivo hot-spot; è importante pianificare un buon numero di punti strategici, una decina andranno benissimo. Durante una battuta prefiggetevi sempre di vistare una o due “zone “ nuove che riterrete, in funzione ad esempio, di un’analisi della morfologia costiera, potenzialmente interessanti; se l’esplorazione subacquea confermerà la potenzialità del luogo, ma non troverete pesce, non vi fermate alla prima esplorazione ma dedicate periodicamente qualche tuffo alla zona. Durante le battute invernali è buona regola portarsi dietro un thermos con thè caldo zuccherato e magari qualche “cibaria” energetica, per esempio frutta secca. Per avere successo, oltre al fattore BDC, è importante non mollare mai, portare a termine l’itinerario pianificato e mantenere alto morale e concentrazione, anche se non avremo visto un pesce. | |